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Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore

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Le uve provengono da tre parcelle site nell’area classica dei Castelli di Jesi nei Comuni di Cupramontana, Staffolo e San Paolo di Jesi. La vigna è condotta secondo il sistema guyot, con una resa per ettaro di circa 80 quintali (circa 55 Hl.). La coltivazione secondo un rigido metodo biologico esaltano le caratteristiche delle singole parcelle che vengono poi assemblate in cuveè a fermentazione ultimata. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata senza inoculo di lieviti selezionati. Il vino sosta sulle fecce fini per cinque/sei mesi prima dell’imbottigliamento.  Il vino nasce da uve Verdicchio integrate secondo le annata da una piccola presenza di Trebbiano e Malvasia, secondo l'antica tradizione. Le uve vengono vendemmiate in cassette al mattino presto, per preservarne la freschezza. Regalano un vino bianco asciutto al palato, dalla piacevole acidità e dai profumi delicati di mela acerba, di fiori bianchi, di erbe. Delicati sentori agrumati si offrono nelle annate migliori e più fresche. Con l’evoluzione in bottiglia tende ad acquisire morbidezza e piacevoli toni mielati e ammandorlati. Si tratta di un vino che si esprime al meglio dopo uno o due  anni dalla vendemmia. Va servito fresco, specie come aperitivo. E’ un vino ideale per ogni genere di antipasto e per il pesce in ogni sua lavorazione, soprattutto con i crostacei, ma è in grado di reggere anche pietanze più saporite.

 


Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva

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Le uve provengono da una sola vigna situata in contrada San Michele, nel comune di Cupramontana. Si tratta di un territorio eccezionale per la coltivazione della vite: una conca naturale lo protegge dai venti più freddi e l’esposizione a mezzogiorno ne alza le temperature diurne. Il terreno è argilloso, sub-alcalino, fortemente calcareo.
La vigna, di circa trent'anni, è condotta secondo il sistema guyot. Si lasciano poche gemme per ottenere una resa per ettaro di circa 50 quintali (circa 35 Hl). La coltivazione secondo un rigido metodo biologico garantisce la massima espressione del terroir, esaltando la mineralità e la sapidità del vino. Il vino proviene da una selezione di sole uve Verdicchio vendemmiate in cassette in tre successivi passaggi. 
La fermentazione e l'affinamento avvengono in botti di rovere di media caratura (550, 750, 1000 lt.) per circa un anno. La pressatura soffice esalta i profumi primari di fieno, salvia, menta che evolvono verso sentori di pesca bianca, mandarino, albicocca e, infine, di nocciola. La permanenza a contatto con lieviti nobili per un anno rende il vino morbido, pieno, persistente. La potenza alcolica viene equilibrata da una buona acidità che ne garantisce freschezza e pulizia.
Si tratta di un vino che evolve molto bene in bottiglia, raggiungendo il suo apice a tre/quattro anni dalla vendemmia.  Va servito fresco, meglio se dopo una breve ossigenazione. E’ abbinabile con una vasta gamma di piatti: pastasciutte, risotti, pesce, specie se saporito, carni bianche e formaggi a media stagionatura.