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Marche Rosso

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Le uve provengono dal vigneto San Michele nel Comune di Cupramontana. 
Attraverso una potatura corta, una corretta potatura verde e l’osservanza di rigidi metodi di agricoltura biologica si ottiene una bassa resa per ettaro (intorno ai 50 quintali, circa 35 Hl). Il vino proviene da uve Montepulciano e Sangiovese integrate da un 5% di Cabernet Sauvignon raccolte in tempi differenti, a perfetta maturazione.
Le macerazioni variano a seconda del vitigno dai 9 ai 15 giorni e avvengono in piccoli tini di legno aperti. Finita la fermentazione alcolica, che avviene naturalmente senza inoculo di lieviti selezionati, il vino viene assemblato in barriques francesi esaurite dove sosta per circa un anno. Il vino è secco e sapido; è dotato di tannini potenti, persino duri in gioventù, ma fini; è dotato di una buona struttura. Al naso emergono note di piccoli frutti rossi, di confettura di prugna, di amarena insieme a piacevoli sentori di cacao, menta e bacche di ginepro. In generale offre una sensazione di eleganza e austerità che aumenta con l’affinamento in bottiglia.
Questo vino evolve in bottiglia raggiungendo il suo apice dopo 4/5 anni dalla vendemmia. E’ sempre consigliabile aprire la bottiglia un paio d'ore prima del consumo. E’ abbinabile a grigliate di carne, tagliate di manzo e formaggi stagionati. 

 


Marche Bianco

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Le uve provengono da una parcella situata in contrada San Michele, nel comune di Cupramontana. Si tratta di un territorio eccezionale per la coltivazione della vite: una conca naturale lo protegge dai venti più freddi e l’esposizione a mezzogiorno ne alza le temperature diurne. Il terreno è argilloso, sub-alcalino, fortemente calcareo.
La vigna è condotta a guyot. La resa per ettaro è di circa 40 quintali (circa 30 Hl). La coltivazione secondo un rigido metodo biologico garantisce la massima espressione del terroir, esaltando la mineralità e la sapidità del vino. Il vino proviene da una selezione di uve Trebbiano dorato, Malvasia toscana e Verdicchio vendemmiate in cassette in leggera surmaturazione. Il mosto fermenta insieme alle bucce in tini aperti per circa una settimana/dieci giorni. Dopo la svinatura la fermentazione termina in botti usate di rovere francese di piccola caratura per circa un anno. La vinificazione “in rosso” e la lunga permanenza sui lieviti apporta sentori evoluti di erbe aromatiche, liquirizia, rabarbaro, sottobosco, funghi, miele. In bocca risulta morbido, caldo, con una sottile vena di tannino. La potenza alcolica viene equilibrata da una discreta acidità.
Si tratta di un vino che evolve molto bene in bottiglia, raggiungendo il suo apice a due/tre anni dalla vendemmia. Va servito fresco, meglio se dopo una adeguata ossigenazione. E’ abbinabile con una vasta gamma di piatti: pastasciutte, risotti, pesce, specie se saporito, carni bianche e formaggi a media stagionatura.

 


Metodo Solera

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Le uve provengono da differenti vigneti e sono raccolte a perfetta maturazione. Vengono messe in piccole cassette e fatte appassire sino all’inverno. Vengono utilizzati un po’ tutti i vitigni presenti nei nostri vigneti Trebbiano, Malvasia, Verdicchio, Sangiovese, Montepulciano. In gennaio si procede alla pressatura ed il mosto ottenuto inizia spontaneamente una lenta fermentazione. Questo mosto viene poi aggiunto alle botticelle scolme contenenti i vini delle annate precedenti, seguendo una sorta di metodo solera.
La botte “madre” originaria contiene il vino risultante dalla mia prima vendemmia, cioè il 1999 anche essa ogni anno rinfrescata con annate più recenti. Le botti vengono mantenute scolme per favorire l’attività ossidativa e la formazione di uno strato di lieviti spontanei.
Il risultato è un vino dolce/non dolce, complesso e misterioso, dominato da sentori mielati, di frutta secca, di canfora e soprattutto terziari.
Si tratta di un vino particolare, da meditazione. Va servito fresco, meglio se dopo una adeguata ossigenazione. Volendo trovare degli abbinamenti si sconsiglia l’abbinamento con i dolci (il residuo zuccherino non è elevato) ed è preferibile un accompagnamento a formaggi erborinati o stagionati. Per chi volesse osare consigliamo di servirlo freddo, come aperitivo, in abbinamento con gamberi o scampi.